Addio caloriferi addio condizionatori!

La scelta dei materiali per la casa è spesso focalizzata su ciò che vediamo, ma come è composto il pavimento su cui camminiamo?Sotto le mattonelle o sotto il bel parquet cosa troviamo?? Pochi sanno che sotto i nostri piedi possono correre sistemi in grado di riscaldare e raffrescare la nostra abitazione.

Gli antichi romani facevano correre aria calda sotto i pavimentiromani terme

Ritrovamenti archeologici ci hanno ormai mostrato con estrema chiarezza quali fossero le scelte impiantistiche degli antichi Romani; emerge così l’aspetto curioso di veri e propri condotti d’aria che passando sotto i pavimenti e all’interno delle pareti contribuivano a scaldare gli ambienti. Perloppiù in ambiti termali vie era un forno detto HYPOCAUSIS alimentato a carbone di legna, che oltre ad assolvere la sua funzione di riscaldamento delle acque termali, incanalava l’aria calda prodotta attraverso un condotto detto VAPORARIUM verso i pavimenti. Le pavimentazioni  erano opportunamente costruite  sopraelevate da pilastrini di cotto, al fine di creare una camera d’aria che si sarebbe scaldata per poi cedere calore all’ambiente soprastante. Oltre a queste cavità integrate nelle pavimentazione (SUSPENSURAE ) vi erano addirittura pareti riscaldate alla stessa maniera dette PARIETES TUBULATI, tutto ciò contribuiva ad un sistema di riscaldamento assolutamente innovativo e ingegnoso che si è tentato di riprodurre nei secoli a seguire sperimentando svariate tipologie.

 Nei primi del ‘900 i pavimenti tornarono ad essere riscaldati

Durante i primi anni del XX secolo un professore inglese brevettò un sistema di tubazioni che una volta annegate nei pavimenti avrebbero provveduto al riscaldamento di questi, l’idea che parve assolutamente rivoluzionaria venne recepita da molti costruttori che continuarono fino al secondo dopoguerra ad optare per questa soluzione progettuale. Molte residenze, si calcola oltre 100.000 solo in Europa, vantavano questa tipologia di riscaldamento che presto si rivelò ricca di problematiche.

Vantaggi e svantaggi delle prime installazioni

Da subito si apprezzò il vantaggio di non avere radiatori ingobranti in giro per la casa e la piacevolezza di pavimenti sempre caldi. Allora gli alloggi erano scarsamente isolati sia per quanto concerne i serramenti sia per quanto riguarda i materiali isolanti nei tamponamenti verticali pressochè inesistenti; queste condizioni fecero sì che la temperatura di mandata dell’acqua fosse estremamente elevata. Le tubazioni, annegate nella gettata del sottofondo, disperdevano calore in tutto lo spessore del solaio e ciò conferiva all’impianto una grande inerzia termica. Le lamentele dei primi utilizzatori vertevano anche su problematiche legate alla salute,  come innalzamento della pressione arteriosa, cattiva circolazione, e temperature troppo elevate poco controllabili. Purtroppo l’inerzia termica delle solette rendeva il sistema poco controllabile e poco modulabile a seconda dei fabbisogni.

 

stratigrafia di un massetto radiante

Abbandono e sucessiva riscoperta degli impianti di termoregolazione integrati nelle pavimentazioni

Dopo un primo abbandono di questa tipologia impiantistica, vi fu una completa rivoluzione che trasformò gli impianti a pannelli la miglior tipologia di riscaldamento e raffrescamento oggi disponibile. Innanzitutto la scelta di materiali tecnologicamente avanzati quali tubazioni in materiale plastico non più sensibili alla ruggine e alle correnti vaganti, distribuiti in maggior quantità e l’immissione di tappeti isolanti posti al di sotto dei  tubi riscaldati , consentì l’utilizzo di temperature d’acqua  sempre più basse fino ad arrivare ai 28 gradi a dispetto dei 40 di qualche anno addietro. Temperature più basse e minor inerzia termica, significò maggior controllo delle temperature  e condizioni fisiologiche ottimali.

stesura pannelli

Dai problemi all’eccellenza!

pannelli a soffitto

Installazione di pannelli radianti a plafone

I nuovi impianti radianti  a bassa temperatura proposti da RP design group sono ora composti da lunghe metrature di tubazioni con sezioni sempre più piccole pertanto adattabili alla posa nel  pavimento come nelle  pareti o addirittura  nei plafoni. Rispetto ad un tempo gli impianti ora godono di termoregolazioni mediante valvole motorizzate che modulano il flusso di acqua calda  a seconda di quanto i termostati ambiente richiedono; i circuiti indipendenti per ogni stanza rendono possibili diverse temperature da ambiente ad ambiente e qualora si optasse per un sistema completo sarà possibile dotare l’immobile di una centrale frigorifera in grado di raffreddare l’acqua durante il periodo estivo. In questo modo si potrà raffrescare l’ambiente senza la presenza di split o mandate d’aria  condizionata. In ogni caso si può parlare del più efficiente sistema di climatizzazione oggi presente sul mercato.

Non più aria condizionata ma attenzione alla condensa!

posa dell’impianto radiante a parete

L’aria condizionata spesso infastidisce gli utilizzatori per flussi d’aria particolarmente fastidiosi oltre alla leggera rumorosità degli impianti. Un impianto di raffrescamento a pavimento raffresca in modo veramente poco invasivo e piacevole, tuttavia è fondamentale ricordarsi che un pavimento freddo in presenza della forte umidità estiva produrrà condensa con il conseguente risultato di avere pavimenti bagnati. Al fine di evitare questo fenomeno sarà sufficiente dotare l’immobile di deumidificatori, magari canalizzati e nascosti nel ribassamento collegati direttamente alla colonna di scarico per defluirne l’acqua raccolta.

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6 comments

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