Gli impianti per la zona cucina. Il necessario

In caso di costruzione o ristrutturazione, l’importanza di una consulenza e di un progetto per conciliare  il layout impiantistico con la futura cucina desiderata.

 

Non solo costruzione ex novo, ma anche nel caso della ristrutturazione dell’immobile è bene arrivare a definire tutti gli aspetti tecnici fondamentali per una cucina strutturata sui requisiti desiderati, che sia quindi ben funzionante e comoda.

Consulenze, documenti di progetto e schemi impiantistici sono anche alcuni degli importanti aspetti che accorciano i lavori di cantiere e riducono considerevolmente gli imprevisti che una volta avviato il cantiere incidono sempre sulla qualità del lavoro ed i suoi costi di adeguamento.

Gli schemi degli impianti possono essere verificati con un tecnico professionista abilitato che conosce le normative sugli impianti elettrici ed idraulici. Non si deve dimenticare che con la fine dei lavori il Cliente ha il dovere di richiedere, ricevere e conservare le certificazioni degli impianti.

Nel caso della ristrutturazione totale si è maggiormente liberi di decidere i posizionamenti degli arredi avendo però chiaro da subito dove sia collocata la colonna di scarico principale dell’acqua in quanto tutti gli allacciamenti devono mantenere una pendenza minima dell’1%.

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L’AREAZIONE

Le cappe di aspirazione possono essere a filtri o ad aspirazione naturale. La seconda è decisamente la soluzione migliore ma la sua collocazione ed installazione richiede valutazioni preventive. L’aspirazione d’aria umida dei fumi di cottura ad esempio può essere convogliata direttamente ad una colonna verticale murata o diversamente essere canalizzata dietro un controsoffitto. Nel caso del controsoffitto bisogna fare delle valutazioni riguardo la distanza tra cappa ed uscita all’esterno dell’aria per capire se ci sarà sufficiente tiraggio.

LA VENTILAZIONE

In presenza di apparecchi di cottura, lo spazio deve essere areato e ventilato secondo la normativa vigente (UNI-CIG 7129:2008) che prevede che in cucina siano presenti 2 fori protetti da griglia che mettano in comunicazione la stanza con l’esterno.

Il posizionamento di un foro basso ed uno alto (per differenziale di temperatura) innesca un meccanismo di ventilazione e ricambio d’aria.

I requisiti cambiano a seconda del tipo di piano cottura.

Per un modello a gas a 4 o 5 fuochi, con potenza di 5 o 6 kW termici, la foratura nella parte bassa della muratura deve essere di circa 10 x 10 cm; con modelli a induzione o in vetroceramica, (senza emissione di fiamma) si può evitare, mentre rimane l’obbligo per quello in alto.

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LA DISTRIBUZIONE ELETTRICA

Anche la cucina sottostà ad un quadro elettrico (con interruttori magnetotermici e interruttore differenziale chiamato “salvavita”). Un impianto a norma deve consentire di staccare la tensione delle cucine come di tutti i singoli spazi attrezzati dell’immobile.

Lo standard di posizionamento in altezza per le prese è 30 cm da terra. Nelle pareti su cui verranno disposti gli arredi integrati agli elettrodomestici le prese possono rispettare lo standard 30. Secondo normativa un impianto elettrico di dotazione minima prevede 5 punti presa ed un punto luce. Per punto luce si intende un comando interruttore che comanda l’accensione di una o più luci assieme della cucina. Le prese per gli elettrodomestici devono essere tutte 16A (ampere) mentre le prese luce possono girare a 10A.

Sopra il top

Si consiglia di far realizzare un’uscita dei cavi per l’alimentazione elettrica della luce e un’eventuale presa sottopensile, attrezzata con presa standard e presa Schuko per l’eventuale utilizzo di piccoli elettrodomestici. Poiché la cucina può essere illuminata anche da cappa e lampade sottopensile, è bene raggrupparne l’alimentazione in un unico interruttore sullo schienale della cucina.

QUANDO SI DEVE ARREDARE CON UN IMPIANTO PREESISTENTE

Quando non si esegue la ristrutturazione la disposizione dei moduli cucina va studiata secondo la posizione degli attacchi idrici e del gas.

Le uscite delle tubazioni per il carico e lo scarico dell’acqua solitamente vengono centrate sull’asse del lavello. Diversamente bisogna fare dei particolari raccordi idrici.

QUANDO LA CUCINA E’ AD ISOLA

Nel caso l’immobile sia già stato ristrutturato e si voglia installare una cucina ad isola, per limitare operazioni costose e lavori invasivi si può scegliere di realizzare una pedana rialzata in cui alloggiare le tubature ed i corrugati, ricavando le adeguate pendenze per gli scarichi. Per utilizzare una cappa ad aspirazione naturale, nel caso della cucina ad isola solitamente viene previsto un controsoffitto.

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4 comments

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